La nostra politica di compliance

Il nostro approccio

La nostra cultura della compliance e dei rischi contribuisce a rafforzare la fiducia dei nostri clienti e ad intrattenere con essi relazioni di eccellenza

La nostra cultura della compliance

Indosuez ha adottato regole interne conformi alle disposizioni legislative e regolamentari applicabili alle attività bancarie e finanziarie.

Questo approccio contribuisce a garantirci la fiducia dei nostri stakeholder (clienti, dipendenti, investitori, autorità di regolazione, fornitori, ecc.).

Negli ultimi anni, in un contesto sempre più complesso e regolamentato, agli istituti bancari è stato infatti imposto di adottare criteri più rigorosi in termini di conoscenza della clientela. Questi obblighi di verifica dell’esattezza delle informazioni raccolte permettono alle Banche di avere una conoscenza più approfondita dei propri clienti, al fine di assisterli e proteggerli meglio.

In un’ottica di maggiore trasparenza, abbiamo espresso il nostro approccio alla compliance in:

  • La Compliance, elevati criteri etici,
  • La Compliance al servizio della clientela
  • Il nostro contributo alla lotta contro il riciclaggio dei capitali e il finanziamento del terrorismo, la frode e la corruzione.
  • Il nostro contributo allo scambio internazionale di dati a fini fiscali e alla lotta contro l’evasione fiscale.

Il nostro Codice di Condotta

La Compliance, elevati criteri etici: il nostro Codice di Condotta

An Ethics Charter and a Code of Conduct

Indosuez ha adottato una Carta Etica e un Codice di Condotta che fissa i criteri di applicazione degli impegni della Carta.

Il Codice è stato concepito per orientare, giorno per giorno, le nostre azioni, decisioni e comportamenti. Al di là dell’applicazione dell’insieme dei principi legislativi, normativi e deontologici che regolano le nostre varie attività, il Codice di condotta esprime la nostra volontà di fare ancora di più per servire al meglio i nostri clienti e soddisfare la comunità dei nostri stakeholder.

> Scoprite il Codice di Condotta di Indosuez

La Compliance al servizio della clientela

Effettuare un reclamo

Per qualsiasi reclamo su un aspetto della vostra relazione con la nostra Banca, vi invitiamo a rivolgervi al vostro Private Banker o al vostro interlocutore abituale, oppure al loro manager, i cui dati vi sono stati comunicati all’inizio della relazione e nel corso dei vostri contatti abituali.

Faremo tutto quanto è in nostro potere per esaminare il reclamo e soddisfare la vostra richiesta nel più breve tempo possibile.

In caso di difficoltà di qualsiasi genere in materia di operazioni di pagamento, potrete rivolgervi al vostro interlocutore abituale e richiedere l’applicazione di tutte le soluzioni previste nei contratti da voi sottoscritti.

“Proteggere i vostri dati e quelli di altri utenti” (RGPD)

I vostri dati personali sono preziosi. Per questo, Indosuez ha adottato un’organizzazione e un programma dedicati che consentono di garantirne la totale riservatezza/sicurezza e di controllarne l’utilizzo (gestione delle attività di trattamento dei dati personali, gestione della conservazione dei dati, risposte all’esercizio dei vostri diritti…).

Per saperne di più
data-protection-officer@cfm-indosuez.mc

Proteggere i clienti sui mercati finanziari

I mercati finanziari offrono molteplici opportunità di investimento e di rendimento ma celano anche diverse incognite, che dovrete valutare con precisione affinché corrispondano perfettamente al vostro appetito per il rischio.

In un contesto finanziario complesso, gli specialisti di Indosuez mettono a vostra disposizione tutte le loro esperienze e competenze, per assistervi al meglio nella gestione del vostro patrimonio.

> La guida per l'investitore è disponibile qui
> I clienti residenti in Svizzera, in particolare, possono consultare la documentazione dedicata tramite questo link

Assistere i clienti nei loro investimenti

Operando al vostro fianco, valutiamo con attenzione la vostra competenza finanziaria, tenendo conto delle vostre conoscenze e della vostra esperienza in materia di prodotti finanziari, della vostra situazione patrimoniale e dei vostri obiettivi di investimento.

Ci assicuriamo innanzitutto che tutti i nostri consigli e che tutti i prodotti da noi raccomandati siano perfettamente adatti al vostro profilo di rischio.  

Inoltre, prima di ogni operazione, i nostri specialisti vi forniscono informazioni complete sui prodotti finanziari e sui loro rischi, che vi consentiranno di comprendere ogni aspetto dell’investimento.

CFM Indosuez Wealth è autorizzata dalla Commissione per il controllo delle attività finanziarie di Monaco (CCAF) a svolgere le seguenti attività:

  • gestione, in conto terzi, di portafogli di titoli o di strumenti finanziari a termine;
  • ricevimento e trasmissione di ordini sui mercati finanziari, relativi a titoli o strumenti finanziari a termine, in conto terzi;
  • consulenza e supporto in:
    • gestione, in conto terzi, di portafogli di titoli o di strumenti finanziari a termine;
    • ricevimento e trasmissione di ordini sui mercati finanziari, relativi a titoli o strumenti finanziari a termine, in conto terzi;
  • gestione di organismi di investimento collettivo di diritto estero.

Informare i clienti sulla nostra politica di gestione dei conflitti di interesse

1. INTRODUZIONE

Il presente documento si propone di:

  • Definire i conflitti di interesse,
  • Individuare le potenziali situazioni di conflitto di interessi,
  • Definire il meccanismo di prevenzione e individuazione di tali situazioni,
  • Definire l'approccio della Banca nella gestione dei conflitti e nella loro registrazione.
 

2. IL QUADRO NORMATIVO

La politica di gestione dei conflitti di interesse della Banca recepisce la normativa monegasca e più in particolare la legge n° 1.338 del 07 settembre 2007 sulle Attività Finanziarie, che precisa in particolare che le società autorizzate sono tenute ad osservare le norme prudenziali e di buona condotta definite per Ordinanza Sovrana.

L'Ordinanza Sovrana n° 1.284 del 10 settembre 2007, in applicazione della Legge n° 1.338 precisa in particolare, all’Articolo 7, che le società autorizzate sono tenute a rispettare norme di buona condotta volte a garantire la tutela degli investitori e la regolarità delle operazioni:

i. comportarsi con lealtà e agire in modo equo, nel migliore interesse del cliente e dell'integrità del mercato,

ii. esercitare la propria attività con la competenza, la cura e la diligenza necessarie, nel migliore interesse del cliente e dell'integrità del mercato,

iii. disporre delle risorse e delle procedure necessarie per svolgere la propria attività,

iv. cercare di evitare conflitti di interesse e, qualora questi non possano essere evitati, assicurare che i propri clienti siano trattati in modo equo.

 

3. LE POTENZIALI SITUAZIONI DI CONFLITTO DI INTERESSI

Per “conflitto di interessi” si intende qualsiasi situazione professionale in cui il potere di valutazione o di decisione di una persona, di un'impresa o di un'organizzazione possa essere influenzato o alterato, in termini di indipendenza o integrità, da considerazioni di carattere personale o dalle pressioni di un terzo. In linea generale, un conflitto di interessi può manifestarsi quando una situazione rischia di danneggiare gli interessi di un Cliente.

Le situazioni che possono generare conflitti di interessi possono essere, in modo non esaustivo, le seguenti:

  • Situazioni in cui la Banca, o una persona ad essa collegata, possa realizzare una plusvalenza finanziaria o evitare una perdita finanziaria a spese del cliente;
  • La Banca o tale persona ha un interesse diverso da quello del cliente nel risultato di un servizio prestato al cliente stesso o di una transazione realizzata per conto del cliente;
  • La Banca o tale persona è invitata a privilegiare gli interessi di un altro cliente o gruppo di clienti rispetto a quelli del cliente interessato;
  • La Banca o tale persona svolgono la stessa attività del cliente ;
  • La Banca o tale persona riceve o riceverà da una persona diversa dal cliente, un vantaggio in relazione al servizio fornito, diverso dalla commissione o dalle spese normalmente fatturate per tale servizio;
  • La Banca o tale persona è fortemente coinvolta nella gestione o nello sviluppo dei prodotti di investimento assicurativi, in particolare quando ha un'influenza sulla fissazione del prezzo di tali prodotti o sui loro costi di distribuzione.

Nei casi summenzionati, la Banca deve stabilire, attuare e mantenere una politica efficace per la gestione dei conflitti di interesse.

 

4. INDIVIDUAZIONE DEI CONFLITTI DI INTERESSI

La Banca è tenuta ad individuare i potenziali conflitti di interesse. A tal fine, ha stilato un elenco delle situazioni che potrebbero farli emergere.
Essa ha istituito una struttura organizzativa, nonché procedure interne e controlli per l'individuazione e la gestione di eventuali conflitti. La Banca ha infine organizzato corsi di formazione del personale, attraverso la diffusione del suo Codice di condotta e delle relative presentazioni.
Al fine di ridurre al minimo ogni potenziale conflitto di interesse, la Banca ha anche creato un'adeguata separazione delle mansioni e delle attività.
Il dipartimento Compliance è attento all'individuazione di eventuali conflitti di interesse, in particolare in occasione della sua partecipazione alle varie Commissioni che disciplinano il funzionamento della Banca.
I membri del Consiglio di Amministrazione e della Direzione Autorizzata devono comunicare tutti gli incarichi (pubblici o privati) eventualmente detenuti e precisare perché non pensano di essere interessati dal conflitto di interessi, nell'ambito delle loro attività con la Banca.
Allo stesso modo, viene prestata particolare attenzione ai rapporti con le parti collegate, ossia le entità giuridiche appartenenti al gruppo Crédit Agricole nonché i dipendenti, gli azionisti, i direttori e i membri del consiglio di amministrazione di tali entità.

 

5. LA GESTIONE DEI CONFLITTI DI INTERESSI

In generale, la gestione dei conflitti di interesse deve fare riferimento al principio fondamentale del primato dell'interesse del cliente rispetto a quello della Banca o della persona ad essa collegata.
Quando esiste un conflitto tra due clienti, la Banca deve riferirsi al principio di proporzionalità e, se del caso, al primato dell'interesse del cliente nei confronti del quale ha assunto gli impegni di più lunga data.
L'attuazione di tali principi è, in particolare, di competenza del Direttore Compliance della Banca. Quest’ultimo è responsabile di un dipartimento specializzato in questo tipo di tematiche ed è destinato ad essere chiamato in causa non appena emerga un conflitto di interessi. La gestione dei conflitti si basa quindi sul suo intervento.

La gestione dei conflitti di interesse può essere così sintetizzata:

  • La comparsa del conflitto deve essere segnalata dal membro del personale interessato al suo manager e al Direttore Compliance, che ne informa, se del caso, la Direzione Autorizzata;
  • In base ai principi di cui sopra, quest’ultimo deve proporre una soluzione per il trattamento del conflitto che consisterà almeno in:
    • La neutralizzazione del conflitto di interessi, facendo la scelta della soluzione che promuove maggiormente l'interesse del cliente,
    • L'astensione pura e semplice, se la soluzione precedente non è realizzabile.
    • In ultima istanza, informare il cliente

In seguito, il Direttore Compliance sarà tenuto a:

  • Proporre azioni correttive volte ad evitare, per quanto possibile, situazioni di conflitto equivalenti a quelle appena verificate;
  • Annotare in un registro specifico il conflitto emerso.

Ai sensi della politica di cui sopra, CFM Indosuez Wealth intende informare i propri clienti in merito alla possibilità che si verifichino conflitti di interesse. Essa vuole inoltre offrire loro l'opportunità di avvalersi di una funzione specializzata della Banca, il cui ruolo è di garantire il rispetto dei principi deontologici fondamentali.

Il nostro contributo

 Il nostro contributo alla lotta contro il riciclaggio dei capitali, il finanziamento del terrorismo, la frode e la corruzione

Un programma dedicato

Nel quadro degli obblighi legali e regolamentari in vigore e in applicazione della politica del gruppo Crédit Agricole S.A., Indosuez ha adottato un programma dedicato alla prevenzione del riciclaggio dei capitali, del finanziamento del terrorismo e della corruzione, nonché al rispetto delle misure di embargo e di congelamento dei beni. Questo programma riguarda tutte le sue entità.

I nostri obblighi internazionali

Gli obblighi internazionali che regolano il nostro operato sono:

  • le 40 raccomandazioni del Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI), adottate nel febbraio 1990 e rivedute nel febbraio 2012, volte a prevenire l'uso del sistema bancario a scopo di riciclaggio di capitali di origine criminale,
  • la direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 maggio 2015, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, che ha modificato il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio e ha abrogato la direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2006/70/CE della Commissione (Testo rilevante ai fini del SEE). La Direttiva (UE) 2015/849 dell’Unione europea mira ad armonizzare le disposizioni degli Stati membri. Essa è completata dalla nuova Direttiva 2018/843 del 30 maggio 2018 (la 5a Direttiva), in corso di recepimento in ciascuno degli Stati membri.

I nostri obblighi nel Principato

I nostri obblighi nazionali sono definiti principalmente da:

la Legge 1.362 del 3 agosto 2009 relativa alla lotta contro il riciclaggio di capitali, il finanziamento del terrorismo e la corruzione.

la Legge 1.462 del 28 giugno 2018 che rafforza il meccanismo di lotta contro il riciclaggio dei capitali, il finanziamento del terrorismo e la corruzione,

  • l’Ordinanza Sovrana n° 7.065 del 26 luglio 2018 che modifica l’Ordinanza Sovrana n° 2.318 del 3 agosto 2009 che stabilisce le condizioni di applicazione della legge n° 1.362 del 3 agosto 2009 e successive modifiche, relativa alla lotta contro il riciclaggio di capitali, il finanziamento del terrorismo e la corruzione.

Questi testi recepiscono nel diritto monegasco i principi delle suddette direttive internazionali, volte a combattere il riciclaggio di capitali e il finanziamento del terrorismo con i seguenti mezzi:

  • vigilanza all'inizio e durante la relazione d'affari,
  • controllo dei flussi in applicazione delle norme sull'embargo, sul congelamento dei beni e sull'identificazione dell'ordinante dei bonifici di fondi (R16),
  • segnalazione di sospetti su talune operazioni a SICCFIN e risposte alle richieste della Sûreté Publique monegasca, in particolare nel quadro degli accordi di cooperazione internazionale conclusi tra il Principato di Monaco e numerosi Stati.

I nostri impegni

Una direttiva del Gruppo definisce l’organizzazione e gli obblighi del dipartimento “Sicurezza finanziaria”, dedicato al controllo e alla gestione dei rischi legati al riciclaggio dei capitali, al finanziamento del terrorismo, alla corruzione, agli embarghi e al congelamento dei beni.

Tale unità costituisce parte integrante del sistema di controllo della Compliance istituito dal Gruppo.

Il dipartimento ha implementato procedure di:

  • conoscenza dei clienti e dei loro Beneficiari Effettivi: “Know Your Customer” e precisamente,
    • identificazione del cliente e accertamento della sua identità,
    • identificazione del beneficiario effettivo e adozione di misure per accertarne l’identità,
    • valutazione e, eventualmente, ottenimento di informazioni sull’oggetto e la prevista natura della relazione di business;
    • esercizio di un controllo continuo sulla relazione di business, tenendo aggiornati i documenti, i dati o le informazioni detenuti).
  • sorveglianza dei flussi in applicazione delle regole di embargo (es.: Fircosoft), di sequestro dei beni e di identificazione degli ordinanti dei bonifici (Raccomandazione n° 16 del GAFI),
  • dichiarazione delle operazioni e transazioni sospette alla Cellula di Informazione Finanziaria,
  • formazione di tutti i dipendenti interessati. Crédit Agricole CIB ha partecipato attivamente all’elaborazione dell’e-Learning specializzato LAB-FT, promosso dal Centre de Formation de la Profession Bancaire (CFPB), con il supporto della Fédération Bancaire Française (FBF),
  • controllo del rispetto delle procedure e delle misure adottate per soddisfare gli obblighi finora descritti,
  • documentazione, archiviazione, conservazione dei dossier e creazione di programmi di audit.

All’interno del gruppo Crédit Agricole S.A. sono stati inoltre stabiliti i principi per lo scambio delle informazioni necessarie per la lotta contro il riciclaggio di capitali, la corruzione e il finanziamento del terrorismo.

Ogni unità del gruppo possiede un responsabile della Sicurezza Finanziaria, incaricato dell’applicazione delle regole del gruppo e del rispetto degli obblighi locali, e i nostri impegni sono in parte formalizzati nei documenti seguenti:

La lotta contro la frode e la corruzione

Indosuez si impegna attivamente nella lotta contro i comportamenti non etici, delittuosi o criminali e in favore del rispetto delle normative anticorruzione vigenti. Tutti i dipendenti sono tenuti ad operare nel rispetto della normativa anti-corruzione francese (legge Sapin II) e delle regole applicabili nei paesi in cui svolgiamo la nostra attività. La nostra politica in questo campo applica la tolleranza zero, ad esempio in caso di pagamenti agevolativi.

In caso di evento sospetto, siamo al fianco di ogni collaboratore - interno o esterno all’azienda - e di ogni fornitore che intenda esercitare il proprio diritto di whistleblowing. Per questo, è stato sviluppato uno strumento dedicato. Tale strumento garantisce condizioni di massima riservatezza, che consentono di descrivere le circostanze dell’evento e discutere con un referente, proteggendo al tempo stesso l’identità del whistleblower. Ricordiamo che il diritto di whistleblowing deve essere esercitato in maniera disinteressata e in buona fede. 

In caso di necessità, lo strumento è accessibile tramite il seguente link: https://www.bkms-system.com/Groupe-Credit-Agricole/ethic-alerts

FATCA - EAI

Indosuez si adopera in ogni modo per rispettare le regolamentazioni di carattere fiscale, in particolare:

Regolamentazione FATCA

La normativa FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act) è una disciplina statunitense volta a combattere l'evasione fiscale da parte di cittadini e residenti statunitensi che detengono attività finanziarie al di fuori degli Stati Uniti. L'amministrazione fiscale statunitense (IRS: Internal Revenue Service) ha istituito un sistema di raccolta dei dati al fine di raccogliere ogni anno, presso istituzioni finanziarie estere, informazioni sui beni detenuti e sui redditi percepiti dai contribuenti statunitensi al di fuori degli Stati Uniti.

Tale regolamentazione impone alle istituzioni finanziarie di adottare procedure destinate ad identificare i clienti statunitensi. In caso contrario, esse saranno soggette ad una ritenuta alla fonte del 30% per tutti i flussi finanziari provenienti da fonti statunitensi o dagli Stati Uniti, ricevuti per loro conto o per conto di loro clienti.

Per facilitare l'applicazione di questa legge, sono stati negoziati accordi intergovernativi con un gran numero di paesi, tra cui la Francia, che si impegnano a recepire gli obblighi di comunicazione della legge FATCA nella loro legislazione nazionale.

FATCA ID: CEQ4EV.00069
GIIN (Global Intermediary Identification Number): CEQ4EV.00069.ME.492
Date convalida registrazione: 29/04/2014
Date registrazione effettiva: 30/06/2014

Comunicazione sullo scambio automatico di informazioni (EAI)

In luglio 2014, nel quadro della lotta contro l'evasione fiscale, l'OCSE ha elaborato una nuova norma per lo scambio automatico di informazioni fiscali tra Stati, il Common Reporting Standard (CRS). Una sessantina di paesi, tra cui la Francia, si sono già impegnati a scambiarsi informazioni dal 2017, applicando la nuova norma, seguiti da una trentina di altre nazioni a partire dal 2018.

Contemporaneamente, il 9 dicembre 2014, il Consiglio dell'Unione europea ha adottato una nuova Direttiva riveduta sulla cooperazione amministrativa 2014/107/UE (“DAC”), che modifica la direttiva 2011/16/UE. La nuova direttiva, basata sulla norma OCSE, estende il campo di applicazione dello scambio di informazioni tra le amministrazioni fiscali degli Stati membri dell'Unione europea.

La norma impone alle istituzioni finanziarie (banche, depositari, compagnie di assicurazione sulla vita, ecc.) stabilite nei paesi firmatari di identificare i titolari di conti con residenza fiscale nei paesi con cui è stato concluso un accordo di scambio e di trasmettere ogni anno le informazioni in loro possesso (dati di contatto del titolare, saldi dei conti, redditi percepiti, proventi lordi della vendita di titoli, ecc.) alla loro amministrazione fiscale. Quest'ultima trasmetterà i dati alle varie amministrazioni interessate.